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La dura verità sull’impatto ambientale di campioncini e mini size

Comodi sono sicuramente comodi, ma è il momento di prendere in seria considerazione il loro impatto a livello ambientale: stiamo parlando dei campioncini e delle travel size dei prodotti beauty. Sono davvero pratici quando si tratta di testare un prodotto senza doverlo acquistare nel formato standard, ma soprattutto da portare con sé in viaggio per mantenere la valigia il più leggera possibile e per lasciare spazio ad altro. Il problema è però che più imballaggi e confezioni consumiamo, seppur piccole, più creiamo inquinamento. L’industria della bellezza ha un grave problema con la questione rifiuti, che tantissimi brand stanno provando ad arginare puntando su materiali riciclati e riciclabili per i packaging, confezioni ricaricabili e formulazioni il più possibile biodegradabili. Ma sono solo piccoli passi per provare ad arginare una situazione che sembra davvero difficile da cambiare. Uno dei motivi è che spesso le componenti di tubetti, scatole e quant’altro seppur riciclabili sono difficili da inserire nel sistema per come sono costruite e assemblate.

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Perché campioncini e travel size non vengono riciclate

Alla luce di tutto questo, bisogna essere nel proprio piccolo sempre più consapevoli dell’impatto delle proprie scelte e questo comprende anche conoscere le difficoltà dietro i campioncini e le travel size. Per capirlo il magazine Pop Sugar ha intervistato l’ingegnere Mark Falinski, sustainability scientist presso Finch, un’organizzazione che aiuta i consumatori a fare scelte informate e sostenibili dando un voto ai prodotti acquistabili, con tanto di estensione Chrome davvero utile per lo shopping online. L’esperto ha spiegato che il problema principale sta nelle macchine per lo smistamento del riciclaggio: sono costruite per lavorare con i prodotti di dimensioni standard, perciò non riescono a riconoscere quelli in miniatura. Tutto ciò che è estremamente piccolo finisce direttamente in discarica senza passare per il processo di riciclaggio, perciò inevitabilmente in fiumi e oceani. Addirittura c’è il rischio che questi campioncini o mini size vadano a inquinare, letteralmente, lotti di rifiuti che invece potrebbero essere completamente riciclabili, escludendo dal meccanismo dunque materiali che invece potrebbero avere nuova vita.

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Come ha ricordato al magazine Lea d’Auriol, co-fondatrice di Oceanic Global, organizzazione no profit che si occupa della cura e della conservazione degli oceani, secondo l’OCSE l’aumento continuo dei rifiuti di plastica è dovuto principalmente a un sistema di riciclaggio inadeguato e tecnologicamente arretrato. Si stima che solo circa il 9% della plastica che gettiamo venga effettivamente riciclato. Il problema dei campioncini non è però è legato esclusivamente alla plastica: metallo e vetro sappiamo essere riciclabili all’infinito, ma per essere lavorati hanno bisogno di molta più energia senza contare che resta comunque la questione delle dimensioni e della difficoltà a riciclare ciò che è troppo piccolo.

La soluzione è, ancora una volta, il consumo consapevole

Come risolvere il problema? Progettare macchinari in grado di percepire confezioni di dimensioni ridotte non è la soluzione, poiché per lo stesso quantitativo di prodotto, nel caso dei campioncini sono necessari più bustine, scatoline, imballaggi ed energia per il trasporto rispetto alle full size. Ciò che invece può davvero fare la differenza sono un cambiamento nei consumi e della produzione. Se, infatti, da un lato le aziende devono realmente impegnarsi a utilizzare esclusivamente materiali sostenibili e biodegradabili, dall’altra parte noi dobbiamo attuare delle scelte più oculate. Evitare travel size e campioncini è sicuramente un primo passo: per i viaggi meglio scegliere le confezioni riutilizzabili da ricaricare con i prodotti normalmente in uso, estremamente pratiche e che ci consentono di continuare a utilizzare ciò che già amiamo. Oppure scegliere prodotti in polvere o solidi, che occupano molto meno spazio, sono più leggeri e meno deteriorabili, perfetti da portare con noi anche nel bagaglio a mano.

E i campioncini per testare i prodotti? Utilizzare il più possibile i software online, sempre più affidabili, è il suggerimento di Falinski, utili soprattutto quando si tratta di prodotti makeup. Per quanto riguarda la skincare e prodotti per capelli, la soluzione è complicata: la sfida all’industria beauty è stata lanciata.

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